casa
la nostra musica
attività collaterali
gli amici
le foto
scriveteci
Per le vie del Sud ci si perde nei colori delle mille tradizioni! É in un crocevia che nascono i Suoni Erranti. Suoni Erranti, basta pronunciare questo nome, per sentirsi già a proprio agio, liberi da ogni inibizione da ogni condizionamento mentale. Il trance della taranta che mordendo ti libera, così Suoni Erranti. Erranti; come tutti d'altronde, ma convinti di esserlo. Il linguaggio dei Suoni come mezzo di coinvolgimento. Lo spettacolo si sviluppa proprio sulla reciprocità che il pubblico riesce ad istaurare con il gruppo, e cosi tra una pizzica ed una tammurriata, si scherza, si gioca e si riflette. Nascono nell’estate del 2003, più che un gruppo sono un movimento, un “popolo”, intorno a cui ruotano appassionati della cultura classico-popolare. Tra giovani e giovanissimi i Suoni Erranti sudano canzoni provenienti dalle zone più fertili sotto l’aspetto dell’archeologia musicale: Il Salento, la fascia Vesuviana, il Gargano, la terra d’Otranto, il Piemonte e l’Irpinia tutte tra esse interconnesse. Trovato il punto di incontro, comincia lo scambio, allora si parte con una Tammurriata all’Avvocata si passa per le serenate alla Carpinese e si arriva alle pizzichi di Santu Paulo o Rocco. Suoni Erranti divengono un braccio di divulgazione di una cultura sempre più distante e di un modo di vivere sempre meno presente nel nostro quotidiano. Fanno questo cercando di rispecchiare le grandi scuole della tradizione. Il motto dei Suoni Erranti è “La Musica Popolare essenza dell’attuale vista con lo sguardo e la genuinità dei nostri nonni”. I Suoni Erranti in questi anni hanno prediletto un attività di “strada”; hanno tenuto la maggior parte dei concerti in feste tradizionali, nei vari vicoli dei paesini e delle città, istaurando con il pubblico un rapporto di condivisione e reciprocità. Alle varie feste e non, in strada, ai vari locali e centri sociali, in giro per l’Italia vanno aggiunte manifestazioni di rilevante prestigio, l’Ariano Folk Festival serata di apertura e la Fete du Plateau Marsiglia, Urbino spalla Eugenio Bennato, Festival delle Province Torino 2008. Danze, canti e balli rievocano atteggiamenti e pensieri fuori dai ritmi frenetici dei nostri tempi, un po’ come il nostro modo di essere. Le danze sono la forza dello spettacolo donne con larghe gonne ondeggiano al suono dei tamburi, disegnando immagini in bianco e nero, di un’Italia che affondava le radici in una cultura rurale fatta di grano, di sole, di terra. I Suoni Erranti sono chitarre, tamburelli, percussioni, castagnette, tammorre, flauti, pifferi, fisarmonica, contrabbasso; musicisti dalle diverse estrazioni che fondono le loro inesperienze nel campo musicale per trasformarle in stelle, mare, luna e se ci va magari in un bel po’ di vino. Se vi va di sentirli, visto che non ci sono ne i soldi, ne chi ha il coraggio di produrgli un CD (disco alla vecchia maniera) non vi resta che passare o per quelle poche serate che ogni anno tengono in giro o invitandoli a suonare nelle vostre cantine (puteche) alle vostre feste. Sono di facili costumi si accontentano anche del di più. Ma poi infondo un gruppetto di dodici persone che fanno musica popolare non possono che accontentarsi di prezzi popolari. Se non siete d’accordo fateglielo sapere, se vi sono simpatici pure, se vi stanno sul c…. no! "Non amiamo la democrazia"…. Si fa per dire!!! Amiamo La Pace, l’Africa, le Donne, il Vino, Pummarore (pomodori), il Rosso, il Mare, la Montagna freshka, il Fuoco, gli Animali (specie quelli umani), l’America (senza Bush), la Russia (senza Putin), ma specialmente l’Italia quella senza il Berluska, l’altro mondo possibile, Piazza Alimonda, Piazza Fontana, ma specialmente Chiazza Ferrara, il bar dietro l’angolo, il bar di Mario, ma specialmente lu Bar di Skasscione, Poi se sia Torino, Milano, Bolzano, Napoli, Lecce, Ariano Irpino il resto lo decidiamo noi o forse il destino!!!! Baci agli amici: Suoni Erranti Atmosfere Sonore dalle terre del Sud